
| Pooh, l'addio romano al Palalottomatica - Red Canzian: nessuno al posto di Stefano |
| giovedì 17 settembre 2009 | |
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ROMA (16 settembre) - Nove alla fine. Il conto alla rovescia dei Pooh si accorcia: il 30 settembre la ditta si scioglie. Un addio milanese (al Forum), mentre sabato il rosario dei saluti finali spetta a Roma, appuntamento al Palalottomatica per tre ore abbondanti. Un amarcord completo su quarant’anni di storia: «Il concerto è un monumento alla nostra musica» spiega senza andare troppo per il sottile Red Canzian, 57 anni abbondanti (ne fa 58 a novembre), colonna del gruppo, autore con Stefano D’Orazio, il transfuga, quello che per primo ha avuto la forza di dire basta, di molti brani della band. Racconta Red: «Solo il bis dura 42 minuti». Come dire un abbraccio che non si vuole concludere. Dunque finisce qui, ne siete proprio sicuri? «Di sicuro c’è che noi non ci ripensiamo e soprattutto non ci ripensa Stefano, a differenza di quanto vaticinavano alcuni esperti e finti amici che sostenevano che questa fosse un’operazione promozionale per il nostro disco». Basterebbe prendere un batterista e via di nuovo. «Siamo gente seria. Fra nove giorni ci guarderemo in faccia per capire dove andare e continueremo a farlo per qualche mese». I Led Zeppelin hanno risolto il problema del batterista chiamando il figlio di John Bonham. Voi a figli state messi bene. «Mio figlio Philip è batterista, ha già suonato in tour con Pino Daniele e Patty Pravo, ma non gli farei mai prendere il posto di un’icona come Stefano. Se andiamo avanti deve farlo chi è rimasto. Di batteristi ne puoi prendere otto e scegliere a seconda dello stile della produzione. I Pooh sono quelli che sono rimasti». Voi siete anche una ditta: avete già smantellato i vostri uffici? «Ci sono un bel po’ di problemi pratici da risolvere. È come quando in una famiglia c’è un divorzio. Il primo ottobre abbiamo già appuntamento nei nostri uffici per discutere di questo». Ci sarà pure Stefano? «Resta il proprietario del 25 per cento». Il marchio Pooh, però, resterà a voi. «C’è tutto il catalogo di cui Stefano continuerà a essere comproprietario. Per la gestione futura invece saremo Dodi, Roby e io a decidere». Magari anche di non fare più nulla. «Noi abbiamo sempre pensato che fosse meglio lasciar perdere piuttosto che andare a fare i come eravamo di certi spettacoli televisivi». Chi è, fra voi, il più convinto dell’idea di continuare? «Tutti e tre vorremmo schiattare sul palco». Red, quale è il pezzo finale del concerto? «Il concerto finisce con il pezzo nuovo, Ancora una volta insieme. Ma il brano che chiude i bis è Chi fermerà la musica. fonte: http://www.ilmessaggero.it |
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